La mia illustrazione rappresenta l’Angelo della Morte dello scultore Giulio Monteverde.L’opera, in marmo bianco, fu scolpita dall’artista nel 1822 su commissione di Francesco Oneto, un ricco genovese, che voleva onorare la memoria della sua famiglia con un’opera maestosa da collocare nel Cimitero Monumentale di Staglieno, a Genova.
Monteverde creò qualcosa di completamente diverso rispetto alle usanze dell’epoca: per i monumenti funerari, infatti, gli artisti erano soliti scolpire o i parenti in lacrime o opere che in qualche modo esaltassero le virtù del defunto; egli invece preferì rappresentare un angelo che medita sul mistero della vita e della morte vegliando sulla tomba. Più che un angelo che conduce l’anima del defunto verso il Paradiso, l’angelo di Monteverde sembra essere un testimone di quanto accaduto e non fa nulla per consolare i committenti.
Nelle mie intenzioni, lo sguardo glaciale dell’angelo vuole essere un monito a tutta l’umanità riguardo a comportamenti irresponsabili e miopi sulle questioni ambientali
