In quest’ultimo progetto, il protagonista è la plastica riciclata (tappi, bottiglie, piccoli accessori o giocattoli di plastica) che funge da sfondo, colore, luce e crea i “quadri” concepiti dall’artista. In sostanza, la plastica diventa pigmento, diventa colore sostituendo efficacemente i coloranti che, in alternativa, dovrebbero essere usati. L’artista sminuzza la plastica in piccoli pezzi e la riassembla quasi fondendola in un colore solido. La base dove il “colore plastico” è impresso e che contiene l’opera finale: pannelli di cartone ondulato o scatole recuperate da piccoli commercianti locali. In breve, a parte la colla necessaria, il tutto riflette la filosofia dell’artista catanzarese: recupero e riutilizzo.
Colorato M. (Omaggio a Mina)
