
Ola Lewin
Il lavoro di Lewin utilizza il linguaggio del riciclo per aprire una riflessione sul pericolo continuo per gli animali e l’ambiente. Le sue creazioni simboliche, realizzate con un’antica e familiare maestria manuale, sono contrassegnate come un “memento”, un avvertimento sottolineato dall’uso di materiali resi obsoleti dal progresso tecnologico.
Creo i miei oggetti da vecchi dispositivi di archiviazione dati. Utilizzando i nastri magnetici delle vecchie audiocassette, uncinetto oggetti che comunicano in armonia poetica con la mia percezione personale e visione del mondo. Alberi volanti, animali mutati, parti del corpo femminile o ingiustizie dimenticate servono come metafore per la mia visione del mondo. Stiamo assistendo a uno sviluppo mediatico e tecnologico molto rapido, dove un mezzo dopo l’altro viene sostituito e trasformato in rifiuto plastico. Quando CD e DVD hanno mandato le audiocassette nella spazzatura, ho pensato: cosa dovrei fare con tutti i miei tesori, la mia musica, le mie audiocassette? Riciclando le cassette, le riporto alla coscienza e le risveglio dalla storia mediatica dimenticata con una scia di rifiuti purtroppo lunga e irrecuperabile.
Materiale utilizzato, tecnica, supporto:
Utilizzo vecchie audiocassette e videocassette, ne ho raccolte molte quando il mezzo è passato ai formati digitali.
Descrizione dell’opera:
“L’alce appeso, o Parlami” è un’opera all’uncinetto realizzata con nastro audio. Creo oggetti che permettono un dialogo con il visitatore. Gli alci sono esposti a una triplice minaccia derivante dal cambiamento climatico: aumento delle temperature, scioglimento dei ghiacci, cambiamento delle specie forestali, che minaccia gli animali con un aumento delle malattie causate da parassiti. Nel futuro del cambiamento climatico, potrebbe essere difficile mantenere una popolazione vitale di alci. L’oggetto pende a testa in giù, morto, su un frutto di Cassia Fistula, che ha la capacità di legare una grande quantità di tossine nel corpo e poi drenarle attraverso l’intestino. Una metafora ausiliaria come una cannuccia in tempi di bisogno.




