
Stéphanie Matéos
Stéphanie Matéos è un’artista e artigiana ecologista con sede a Josselin, Francia, specializzata nella creazione di mobili e oggetti d’arte da cartone riciclato. Dal 2013, l’artista ha esplorato il potenziale artistico del cartone, realizzando pezzi unici che fondono funzionalità ed estetica. Oltre a creare design personalizzati, Karton de Breizh offre corsi e workshop, condividendo la propria esperienza nell’arte del cartone con la comunità.
Il lavoro di Karton de Breizh si distingue per il suo impegno nella sostenibilità e l’uso innovativo di materiali riciclati. Ogni creazione è una testimonianza della versatilità e della bellezza del cartone, un materiale spesso trascurato nell’arte e nel design tradizionali. I pezzi spaziano da mobili dal design intricato all’arte decorativa, mostrando una miscela perfetta di durata, creatività e consapevolezza ambientale. Attraverso le meticolose tecniche di stratificazione, goffratura e taglio, l’artista trasforma i comuni materiali di imballaggio in opere d’arte straordinarie e funzionali.
L’artista enfatizza anche il coinvolgimento della comunità e la condivisione delle conoscenze offrendo workshop in cui i partecipanti imparano l’arte del cartone. Queste sessioni non solo offrono esperienza pratica, ma sensibilizzano anche sull’importanza del riuso e del riciclo. L’approccio di Karton de Breizh combina la visione artistica con la difesa dell’ambiente, sostenendo fortemente il valore dell’eco-design nelle pratiche creative moderne.
Materiale usato, tecnica, supporto:
Carte e cartoni da imballaggio usati, inchiostri da stampa a base vegetale, colle, taglierino, forbici, strumenti per goffratura. Tecniche miste: Scultura in bassorilievo composta da 3 pannelli (45x80x15cm x2, 90x80x15cm) creata attraverso successive aggiunte di materiale (cartone e pizzo di cartone), modellatura della carta (cartapesta) e il collage di monotipi in rilievo.
Descrizione dell’opera:
Trittico in bassorilievo raffigurante scene di paesaggi boschivi: vegetazione (erbe, felci, licheni, edera, muschi, fogliame…), alberi (conifere, boschi misti: querce, castagni, betulle, faggi) e un prato ai margini della foresta. La creazione impiega più strati per introdurre prospettiva e profondità a ogni scena. L’integrazione di funghi (cartapesta) evidenzia il regno fungino, che ci stupisce continuamente con le sue complesse interazioni con le forme di vita circostanti. Deliberatamente privi di scala per conferire loro l’importanza che meritano nonostante la loro apparente invisibilità. Lo sfondo include monotipi botanici provenienti da questi biotopi.




