DATA DI SCADENZA

Sebastiano Pupillo

Allenando lo sguardo sul quotidiano e sulla prossimità, Pupillo usa la fotografia per raccontare storie di sostenibilità attraverso la cura. Il suo lavoro è una scoperta riflessiva e un esperimento aperto. La sequenza degli scatti suggerisce una narrazione pop tra caso e scelta, mentre lo slittamento cromatico della pellicola invecchiata evoca una nostalgia per la luce.

Scatto foto da quando avevo 11 anni. Ora ne ho quasi 49, ma non mi considero un fotografo professionista. Non è mai stato il mio lavoro principale e non lo è tuttora. La fotografia è semplicemente qualcosa che mi sento in dovere di fare. Forse è solo l’orrore di essere dimenticato quando sarò morto, quindi sto cercando di lasciare quante più tracce possibili di ciò che vedo con i miei occhi (e attraverso un mirino). Sono abbastanza un nerd, quindi sono passato al digitale intorno al 2008 ma mai completamente. Penso ancora che la vera magia accada quando c’è un rullino nella fotocamera e sono sotto pressione per fare del mio meglio prima del 36° fotogramma.

lightleak.it/analog-blog

Materiale, tecnica, supporto utilizzati:

Stampe fotografiche su imballaggi di cartone.

Descrizione dell’opera:

Questo lavoro nasce dal ritrovamento di una fotocamera Lomography, simile a quelle “usa e getta”, con all’interno il rullino originale, mai iniziato, scaduto da diversi anni e conservato in condizioni pessime. La macchina fotografica mi è stata regalata da un parente, poi dimenticata in uno zaino e ritrovata all’inizio della pandemia di Covid-19, quando mi trovavo bloccato in Sicilia a causa del lockdown. Ho deciso di scattare l’intero rullino in poco tempo, fotografando ciò che mi circondava e me stesso. Le stampe ottenute sono state poi incollate su una scatola per la consegna a domicilio della frutta.